Sopralluogo Jorge Orta

Dopo un viaggio iniziato la mattina presto in aereo, da Parigi e da Milano per Napoli, Jorge Orta e Katia Anguelova arrivano nel tardo pomeriggio, in autobus, a Lagonegro. Andiamo ad accoglierli. E’ la terza volta che incontriamo Katia, ma ancora non conosciamo Jorge: ci siamo scritti diverse volte nei mesi scorsi, abbiamo iniziato a immaginare il nostro progetto, a distanza, ma adesso, finalmente, avremo modo di conoscerci. Appena scesi dall’autobus Katia ci abbraccia ed esclama “ce l’abbiamo fatta!”; Jorge ci sorride e ci stringe la mano. Ci aspettavamo qualche commento, o piuttosto lamentela, sulla distanza, sulle difficoltà del viaggio per arrivare fin qui, nell’Italia sperduta del sud, e invece, di fronte alla nostra premura, sorride e minimizza. Certo, è stanco, ma i suoi occhi sono pieni di meraviglia per il paesaggio che ha attraversato, venendo da Napoli. In macchina si chiacchiera. Il tragitto è breve, perché decidiamo di fermarci al Lago Sirino per la cena. Prima di sederci a tavola, però, ci deliziamo con una passeggiata lungo la riva. A tavola Jorge ci chiede del progetto, della Basilicata, del Pollino e ci anticipa qualcosa della sua storia artistica, un racconto che andrà avanti nei giorni a seguire. Scopriamo di avere delle conoscenze in comune. Gaetano ricorda di aver visto nel 2007 (quando ArtePollino stava nascendo), a San Gimignano, presso Galleria Continua, la mostra Antarctica del duo artistico Lucy + Jorge Orta. Si fa tardi, chiacchierando; decidiamo di rientrare a Latronico per accompagnare i nostri ospiti nel B&B a riposare. La crostata che Maria Carmela ha preparato per la colazione fa pregustare loro un dolce risveglio; ne avranno bisogno, perchè domani ci aspetta un tour molto lungo.

L’appuntamento è in piazza, per il caffè, prima di avviarci verso il parco termale dove andremo a visitare l’installazione Earth Cinema di Anish Kapoor. Jorge vuole conoscere la storia del progetto ArtePollino, così, tra un sopralluogo e un altro, oggi vedremo tre installazioni permanenti. Si tratterà di visite molto brevi, visti i tempi strettissimi e considerato che il nostro obiettivo principale è vedere il maggior numero di siti per arrivare, successivamente, a individuare il luogo dove Lucy e Jorge Orta realizzeranno, nel 2019, la loro performance, all’interno del nostro progetto Ka art. Perciò, dopo la breve visita, imbocchiamo la strada statale Sinnica in direzione Senise. Il lago di Montecotugno richiede una sosta, non fosse altro perché rappresenta un luogo simbolo della nostra area, per dimensioni ma non solo. Le profonde trasformazioni inferte al paesaggio dalla costruzione della diga, hanno avuto ricadute importanti anche sulla vita delle persone, sulla biodiversità agricola, sul clima. Oggi questo lago rappresenta un bacino importante per l’approvvigionamento idrico, non solo della nostra regione, ed è un magnifico punto di avvistamento dell’avifauna. Ma è giusto conoscerne la storia. Da Senise ci spostiamo verso Noepoli, fermandoci ad ammirare Timpa Forata, la cui forma, in continua trasformazione, viene plasmata dai processi di erosione. Da Noepoli si può godere di una magnifica vista sulla fiumara del Sarmento; diverse balconate consentono ampie vedute sul paesaggio. Jorge rimane colpito da ciò che vede, continua a fare domande sul paese e sulla vita delle persone. Il Teatro Vegetale di Giuseppe Penone ci dà l’occasione di parlare di questo grande artista italiano, apprezzato in tutto il mondo, e soprattutto della grande speranza che ancora nutriamo di vedere questa sua opera finita. Dopo una pausa pranzo velocissima, ci spostiamo a San Severino Lucano. Un giro in paese e poi un salto a Timpa della Guardia, per visitare la famosa giostra di Carsten Höller, RB Ride. La prima reazione, come sempre, è di sorpresa; una giostra in quel punto proprio non te l’aspetti. Poi ci sediamo sulla pedana e iniziamo a raccontare la storia che raccontiamo dal 2009 a tutti coloro che insieme a noi visitano questo luogo. Ma Jorge è un artista, e il suo sguardo riesce a cogliere aspetti che ai più sfuggono. A San Severino, più tardi, ci raggiungono Annalisa e Agnese, che curano per noi la comunicazione sui social. Ci fermiamo sulla panchina della piazza principale a chiacchierare, poi riprendiamo la strada verso Latronico.

Giornata dedicata tutta a Matera. Abbiamo fissato degli appuntamenti in anticipo, per fare una ricognizione degli spazi più adatti a ospitare la performance. Appena scesi dalla macchina, il caldo afoso materano ci assale. Jorge appare piuttosto preoccupato per eventuali scottature; decide, così, di dotarsi di due strumenti infallibili: una crema solare ad alta protezione e una paglietta. Gaetano gli va in soccorso nella contrattazione con il venditore di cappelli. Con il viso coperto da uno strato di crema e la paglietta in testa, Jorge è pronto per un giro in città, nei luoghi più suggestivi. Katia, dall’alto della sua carnagione olivastra già abbronzata, lo guarda e sorride. Ci rechiamo all’Open Design School per incontrare il gruppo di lavoro e avere ragguagli circa i luoghi di Matera più adatti alla performance: veniamo accolti da Rita Orlando, Rossella Tarantino e poi da Marco Laterza e dagli altri ragazzi che vi lavorano. Oggi c’è una gran confusione qui; un gruppo di bambini schiamazzanti sta svolgendo delle attività nello spazio all’aperto. Ci spostiamo all’interno, dove non arrivano le loro urla e dove la temperatura è decisamente più accettabile. Il motivo della nostra visita risiede nella mappatura, realizzata dall’ODS, di 400 siti potenzialmente in grado di ospitare eventi, a Matera e in tutta la regione. Durante l’incontro, prendiamo appunti e individuiamo alcuni luoghi da visitare nel pomeriggio. In un momento di pausa, Jorge e Gaetano si spostano in un’altra stanza perché nel frattempo sono arrivati gli inviati di TRM che desiderano intervistarli. Prima di andare via, Jorge si intrattiene con il gruppo dell’ODS a parlare di alcune tecniche e di alcuni materiali che normalmente usa nel suo lavoro. A pranzo, ci rinfranchiamo con insalata mista, pane di Matera e soprattutto uno dei piatti più buoni della tradizione materana: fave e cicoria. Sì, non è certo il periodo giusto per mangiarle, ma resistiamo alla tentazione; abbiamo, però, quantomeno l’accortezza di chiedere alla cameriera di servirle tiepide. Dopo pranzo, ci rechiamo alla sede della Fondazione Matera Basilicata 2019. Agostino Riitano ci stava aspettando sul terrazzo (appena inaugurato). Presto ci raggiunge anche Ariane Bieou. Dopo le presentazioni, in italiano, viene eletta come lingua ufficiale della riunione il francese: per Ariane è lingua madre, Jorge vive a Parigi e Katia ha vissuto in Francia per lungo tempo. Abbiamo con noi il catalogo, realizzato dallo Studio Orta, sulla perfomance 70X7 The Meal, che mostriamo. Anche con loro proviamo a individuare degli spazi adeguati. Presto ci muoviamo, per lasciare, a chi ci ha ospitato, la possibilità di dedicarsi ad altro, e a noi di procedere con i sopralluoghi. Visitiamo tante piazze e soprattutto i vicinati, dove si svolgeva la vita sociale degli abitanti dei Sassi: qui un tempo si giocava, si lavava e si stendeva il bucato, si lavorava a maglia; era sempre presente la cisterna per la raccolta dell’acqua piovana e il forno che serviva all’intero rione per la cottura del pane. Jorge rimane molto affascinato da questo racconto e dalla bellezza dei luoghi. Di ognuno appuntiamo punti di forza e svantaggi. Un temporale ci costringe a fare sosta nei pressi della chiesa San Pietro Barisano, poi riprendiamo il cammino. Siamo stanchi ma soddisfatti, quando decidiamo di ripartire. Ci fermiamo per la cena, quando siamo già nei pressi di Latronico. E’ tardi e stasera, a tavola, c’è meno fervore, la giornata ha assorbito tutte le nostre energie. Non ci tratteniamo molto, il tempo di mangiare qualcosa e andiamo via. Rimandiamo tutte le riflessioni e le conclusioni a domani mattina. Adesso è tempo di riposare.

Ci riuniamo al museo del termalismo per tempo, abbiamo poche ore di lavoro davanti a noi, prima della partenza di Katia e Jorge e abbiamo necessità di prendere una decisione prima di lasciarci. Prendiamo in considerazione ogni ipotesi, valutandole attentamente una a una. A un certo Jorge ci sorprende con una proposta: nonostante il grande fascino di Matera, vorrebbe realizzare la performance qui nel Pollino, convinto com’è che questo progetto debba essere un’opportunità per le aree interne e per l’associazione che, in questo modo, potrebbe portare avanti il lavoro iniziato dieci anni fa, tenuto vivo con grande fatica e spirito di sacrificio. Non ci aspettavamo tanto da un grande artista, siamo sinceramente stupiti. Jorge ha colto pienamente lo spirito del nostro progetto, in soli due giorni è entrato in piena sintonia con il nostro lavoro. Questa proposta ci trova, chiaramente, favorevoli ed entusiasti. Anche Katia, che da tempo sta curando progetti in aree simili alle nostre, sembra convinta. Il sopralluogo non poteva concludersi in maniera migliore. Siamo pronti per accompagnare i nostri ospiti alla fermata dell’autobus. Ci salutiamo con grande affetto, contenti di aver incontrato un artista vero.