Compagnia Compagnia

Katia Anguelova, la curatrice del progetto Ka art, arriverà a Lauria intorno alle 18.00. Luca si trova già da quelle parti e le darà un passaggio fino a Latronico. La accompagnerà nel B&B, da Laura, e poi nel nostro ufficio. Ci rivediamo dopo diversi mesi. L’ultimo incontro a Milano, a febbraio. Questa volta abbiamo un impegno grande e importante da portare a termine, la performance Compagnia Compagnia del coreografo francese Jérôme Bel. E’ stato difficile e faticoso arrivare fin qui, inutile negarlo, ma siamo certi del valore di questo spettacolo e dell’importanza di proporlo proprio qui, dopo essere stato messo in scena in tantissime parti del mondo. Insieme allo staff di Jérôme Bel abbiamo scelto come luogo l’Arena Sinni, a Senise, un posto speciale, un anfiteatro inserito nel paesaggio acquatico del Lago di Montecotugno, in grado di ospitare oltre 2.000 spettatori. Uno spettacolo nello spettacolo. Da giovedì saremo lì per le prove, sotto la direzione di Chiara Gallerani, assistente di Jérôme Bel, che arriverà domani a Senise. Noi approfitteremo della presenza di Katia e domani ci concentreremo sui prossimi eventi, ma stasera possiamo ancora concederci qualche minuto di relax e assecondare, così, le richieste di Luca che non passa giorno senza trascorrere qualche ora in piazza.

Alle 9.00 del mattino Katia e Ylenia si sono già incontrate nella piazza del paese (eh! sì, accade tutto lì) e, senza essersi mai viste prima, si sono riconosciute. Potenza dei social! Scendiamo tutti insieme al MULA+ dove, di lì a breve, faremo una riunione di ricognizione sui prossimi eventi che ci attendono, insieme a Luca che, planimetria alla mano, ci raggiunge e ci coordina. Del resto, misure, spazi, illuminazione sono affar suo e guai a dargli torto. Definiamo ogni cosa. Immaginiamo quel che accadrà a settembre, durante la performance 70x7 The Meal, con Lucy e Jorge Orta. Pensiamo a delle possibili soluzioni per ogni eventuale problema. Si tratterà di una cena, occorre pensare anche alle pietanze. Le esperienze vissute e i viaggi fatti ci suggeriscono qualche spunto. Alle 13.30 pranziamo sulla terrazza del vicino albergo gestito da Daniela. La giornata è soleggiata, anche se tira un pò di vento, e si sta davvero bene. Facciamo il carico di energia, poi, nel pomeriggio riprendiamo il lavoro. Questa volta ci concentriamo sulla restituzione dei lavori nati durante la residenza/studio Del Tempo Fossile, che avverrà a ottobre. Le opere dei cinque artisti, albanesi e italiani, resteranno in mostra a Latronico fino a novembre. Intanto, alcuni di noi continuano a inviare inviti per il 28 luglio, il giorno in cui andrà in scena Compagnia Compagnia.

Siamo in ufficio, a Latronico, e dopo un po’ ci raggiunge anche Katia che ci porta un pò di frutta fresca. E’ stupita: ha comprato tanta frutta a un prezzo decisamente inferiore rispetto a quello a cui è abituata vivendo a Milano. Finiamo di inoltrare gli inviti per l'evento e iniziamo a contattare tutti i componenti del cast di Compagnia Compagnia per ricordar loro, ancora una volta, delle prove nel pomeriggio, alle 18.00, presso l'Arena Sinni a Senise. In un colpo è già ora di pranzo così, dopo esserci dati appuntamento per le quattro del pomeriggio, ci salutiamo. Appena arrivati a Senise facciamo un salto all'agriturismo gestito da Veronica, dove alloggia Chiara Gallerani e dove, da domani, si trasferirà anche Katia. Questa masseria ha qualcosa di rustico e accogliente al tempo stesso. Veronica ci saluta con un grande sorriso e ci offre subito un caffè. Il suo garbo e la sua professionalità sono palesi. Ci fermiamo a chiacchierare nel portico ma, dopo un pò, ci avviamo verso l'Arena Sinni. Sistemiamo un pò di cose nei camerini. Alle 18.00 iniziano ad arrivare le persone che faranno parte del cast artistico. A un certo punto parte una strana melodia, è Nicola, che, come aveva anticipato a telefono, ha portato con sé la sua cupa cupa, uno strumento musicale popolare tipico dell'Italia meridionale costituito da un recipiente di terracotta, coperto da una stoffa e dotato di una canna lunga e sottile; con lui c'è anche la sua compagna, Cosima. Entrambi faranno parte del cast. Presto arriva anche Letizia accompagnata dai genitori. In tempi brevissimi li conosciamo tutti: c'è Rosy, una donna piena di vita ed esuberanza, un'attrice nata; Aleksandr, detto anche "Sasha", e Antonio, due bravissimi ballerini professionisti. Conosciamo Elisa venuta a Senise da Matera insieme a Gabriele V. Poi c'è Luana, ballerina professionista che si esibirà indossando il suo tutù viola e nero. A seguire Vita Pia, una dolce specialista di twirling, e Gabriele C. un travolgente cantante che porterà con sé alle prove, il giorno successivo, un nuovo membro del cast: God’spower. Marika, ci raggiunge di lì a poco, così come Larisa, tra le più giovani del gruppo. Tra gli ultimi ad arrivare c’è Olga, un'allegra fotografa professionista. In mezzo al cast c'è anche una mamma, Carmen, con i suoi due figli: il timido appassionato di calcio Nicolas e sua sorella Rosemary dai vistosi fiocchetti rossi in testa. A completare il cast c'è Egidio, un giovane ragazzo laureato in lingue e adesso docente e Roberta, una curiosa attrice del posto desiderosa di fare nuove conoscenze. Con loro, ad assisterli, ci sono anche Agnese, una ballerina professionista bolognese e Loredana, anima del Balletto Lucano, che ci ha dato una grande mano nella formazione del cast e che ci aiuterà a gestire l’evento. Di lì a poco si presenta Chiara Gallerani, una ballerina professionista, nonché stretta collaboratrice del coreografo Jérôme Bel e curatrice dello spettacolo Compagnia Compagnia, che Rosita e Gaetano avevano conosciuto a Roma, a settembre, e con la quale, negli ultimi mesi, avevamo avuto un fitto scambio di telefonate e mail circa la formazione del cast e vari aspetti dello spettacolo. Chiara descrive in poche battute la performance e il messaggio che vorrebbe trasmettere; l'idea è quella di creare una celebrazione, uno spettacolo in cui il gruppo amplifica il "solo" del singolo performer, ciascuno della durata di due minuti circa, seguendolo nella sua danza. La cosa importante è realizzare una mescolanza tra i componenti, creare una continuità tra i “soli” decostruendo i pregiudizi del "non sono capace", anche perchè non tutto il cast è costituito da danzatori professionisti. Non è importante il come, ma farlo insieme, partecipare a un'attività comune, condividere un'esperienza, ognuno con il proprio stile "artistico". I danzatori definiscono con Chiara le musiche e dopo si spostano a provare. Ognuno con la sua esibizione. Quale miglior modo di presentarsi e farsi conoscere?! L'afa di Senise si fa sentire anche alle 19.00 del pomeriggio. I nostri performer avvertono il caldo, si suda parecchio, ma questi sforzi, così come le punture delle zanzare, non saranno vane. Alle 20.30 possiamo dichiarare le prove concluse, quantomeno per oggi. Ci salutiamo, spegniamo le luci e chiudiamo a chiave ogni anfratto dell'Arena, come da accordo con il Comune di Senise che, gentilmente, ci ha messo a disposizione questo spazio. Mettere il lucchetto al cancello esterno è l'ultima delle operazioni da effettuare, fatto anche questo, ripartiamo. Una pizza da Gabriella e Giovanni è ciò che ci vuole per concludere questa faticosa giornata piena di impegni. Sono le 22.30, al ristorante ci siamo soltanto noi e pochissimi altri ospiti. I proprietari passano a salutarci. Katia ci rallegra con qualche racconto, sorseggiando del vino bianco. Poi si va a letto.

Anche questa mattina è satura di impegni, la riunione al MULA+ ha come oggetto la definizione di alcuni aspetti organizzativi in vista dello spettacolo che andrà in scena tra due giorni. Dal momento che stasera e domani si proverà fino alle 22.00 bisognerà provvedere alla cena al sacco per tutti i partecipanti: decidiamo, dietro suggerimento di Gaetano, per delle mozzarelle, pomodoro, salame, pane casereccio e uva. La scelta è stata dettata anche dal sondaggio, fatto il giorno prima, tra i componenti del cast; pensiamo, così, di accontentare anche i palati più esigenti. La mattinata prosegue e vengono inviate anche le ultime mail d'invito per lo spettacolo. Gaetano e il suo cellulare sono ormai inseparabili, i problemi tecnici non mancano e vanno risolti in un modo o nell'altro. In una cassetta riponiamo tutto ciò che potrebbe tornarci utile: forchette, piatti, tovaglioli, buste per la raccolta dell'umido etc., tutti prodotti rigorosamente biodegradabili e compostabili, com’è nello spirito di ArtePollino ma anche dello staff di Jérôme Bel che, ad esempio, da anni ha scelto di non viaggiare più in aereo preferendo il treno, molto meno inquinante. Superiamo anche il problema delle bottigliette di plastica con dei coloratissimi thermos dalla capienza di 3 o 6 litri d'acqua ciascuno che ci aiuteranno a dissetare gli stanchi e affaticati performer. Il giorno prima avevamo anche invitato ciascuno dei partecipanti a dotarsi di borraccia, se possibile. Insomma, tanti piccoli accorgimenti per provare, tutti insieme, a fare la nostra piccolissima parte e produrre meno rifiuti possibile. Alle 17.15 siamo a Senise. I primi ad arrivare sono ancora loro, Nicola e Cosima, ma, questa volta, senza quell'"affascinante" strumento musicale. Aspettiamo che arrivino tutti e ripartono le prove. Vengono subito definiti i “soli”. Ciascuno dei partecipanti, in base al protocollo fissato da Jérôme Bel, aveva in precedenza inviato una foto e un piccolo video, ma ieri Chiara aveva avuto modo di vedere ognuna delle singole esibizioni dal vivo. La timidezza dei performer piano piano viene meno, ben presto ci si sente bene, quasi come tra amici. Chiara li invita ripetutamente a lasciarsi andare esprimendosi liberamente, ad abbassare le difese e a squarciare quei veli di insicurezza di cui sono coperti. Durante le singole performance non bisogna imitare il passo del solista ma rappresentarlo a modo proprio, non occorre lo "sguardo periferico", tutta sta nell'improvvisazione. Le interruzioni sono tante, i consigli di Chiara necessari. Gaetano si diverte a fare qualche foto. Il tramonto con le sue sfumature arancio, blu e rosa chiaro ci emoziona. I colli ci abbracciano, il verde delle campagne si riflette nelle acque della diga, tra le più grandi in Europa con sbarramento in terra battuta. L'attenzione a un certo punto si concentra su Gabriele C. che ci cattura con la sua esibizione: il pezzo che ha scelto è l'intramontabile e travolgente "I want you break free" dei Queen. Dopo l'incontro con una biscia d’acqua, che sguazzava felice nella diga, ci è venuta fame; mangiamo qualcosa e, chiacchierando, ci conosciamo tutti un po’ meglio. Dopo qualche chicco d'uva, i performer tornano a danzare. Le prove proseguono fino a tardi, Chiara fa su e giù dalle scale di continuo per dispensare indicazioni: dall'alto soltanto si riesce ad avere una giusta visione d'insieme. Tra l'altro, a causa di alcuni problemi tecnici, il palco stasera è illuminato solo da piccoli faretti che rendono un po’ precari i movimenti. A fine serata siamo tutti distrutti. I vestiti si sono inevitabilmente sgualciti, alcuni addirittura bucati e la polvere, rilasciata dalla superficie su cui i performer hanno provato, li ha resi di una colorazione biancastra. Una lavatrice risolverà ogni problema e i buchi renderanno quei vestiti "più vissuti", forse. Oggi abbiamo conosciuto God’spower: un nome, una promessa. Per tutti God’s è un ragazzo arrivato in Italia dalla Nigeria alcuni anni fa; ben inserito, un grande lavoratore con una forte passione per il ballo; ha deciso di partecipare alle prove e di esibirsi con noi. Lo accogliamo, facciamo amicizia. Il cast può dirsi finalmente al completo. Ci salutiamo, si è fatto tardi e alcuni, per rientrare a casa, dovranno affrontare il viaggio. Altri, quelli del posto, si danno appuntamento a un pool party lì vicino; per il resto della compagnia il vero party sarà a letto. Ad esempio per noi.

Rieccoci al Mula+. E’ un sabato di fine luglio e il museo non può che essere aperto per accogliere gli eventuali visitatori. Un caffè è quello che ci vuole. Rosita è andata a fare un pò di spesa per la cena al sacco di questa sera. La mattinata scorre così, lenta e tranquilla; due chiacchiere con zia Antonietta, la dirimpettaia, non possono che rallegrarci. Alle 17.00 siamo di nuovo all'Arena Sinni. Il giorno prima dello spettacolo è magico. L'ansia inizia a farsi sentire, ma anche le prime soddisfazioni non tardano ad arrivare. Chiara è appagata e anche noi altri lo siamo. La cosa bella, in spettacoli come questi, è la capacità di coinvolgimento: ognuno contribuisce e si mette al servizio con le sue peculiarità, debolezze e punti di forza. Le gerarchie vengono completamente ribaltate. Questo fenomeno, a cui stiamo assistendo da almeno tre giorni, ci commuove e ci rende tutti un po’ sognatori. Quasi quasi ci uniamo alla loro danza. Tra gli spalti dell'anfiteatro improvvisiamo piccoli passi, guardando i performer affascinati. Tra una spazzata e l'altra canticchiamo, d'altronde anche noi abbiamo il nostro ruolo. Siamo tutti indispensabili. Che gioia! C'è un problema però: bisogna coordinarsi bene, quanto meno nei tempi e nei soli e le "strigliate" di Chiara, per raggiungere questo obiettivo, non tardano ad arrivare. Poi Chiara si focalizza su Antonio e Gabriele V. a loro assegna le redini del gruppo per il pezzo di chiusura. Durante queste giornate abbiamo scoperto tanto. Questo esperimento sociale ha allargato i nostri orizzonti, facendoci conoscere meglio specialità artistiche come il twirling di Vita Pia: tutti si divertono a lanciare in aria quei bastoni da majorette, rischiando ogni volta di darseli in testa e spesso, bisogna riconoscerlo, ci riescono alla grande. E' divertente. Abbiamo sfatato alcuni miti, come l'idea che la danza sia solo per i professionisti. La danza è arte, anche se ha per oggetto un errore. Durante le prove, che subiscono inevitabilmente interruzioni da parte dei tecnici, notiamo con piacere i progressi che sono stati fatti. Tre giornate sono bastate per ottenere grandi risultati. La capacità del gruppo di coordinarsi è visibile a tutti: nessuno prevale sull'altro, l'insieme è ben equilibrato e Nicolas non smette più di ballare sulle note del celebre inno juventino, benché indossi una maglietta dell'Inter. Rosy, la quale non si prende mai troppo sul serio, ogni tanto getta un urlo per far divertire i bambini, la sua autoironia è travolgente. Alcuni nuvoloni apparsi in cielo ci preoccupano un pò, l'indomani potrebbe piovere e se così fosse...questo proprio non ci voleva! Nel gruppo inizia a serpeggiare un po’ di preoccupazione, ma subito l’ottimismo ha la meglio. Sono le 21.00 quando iniziamo a mangiare qualcosa. Stasera abbiamo optato per dei panini con verdure grigliate, affettato e formaggio. Restiamo impressionati dalla voracità di alcuni, gli stessi che hanno dei fisici scolpiti da far invidia ai bronzi di Riace. Ci rifocilliamo con della buona e fresca anguria e ripartiamo. Di lì a poco si fanno le 22.00 e le prove generali si concludono. Per un piccolo guasto alla macchina, Nicola è costretto a chiedere un passaggio. Anche per noi resta da risolvere qualche piccolo problema tecnico ma per il momento chiudiamo con perizia la struttura (è una gran bella responsabilità, specie per Gaetano) e saliamo in macchina per tornare a casa e riposare qualche ora prima del grande giorno.

Ci siamo! Al mattino sveglia presto, bisogna risolvere le ultime questioni. A Latronico piove, anzi diluvia, come preannunciato dal servizio meteo da un paio di giorni, sovvertendo completamente le previsioni precedenti. Fino alla fine avevamo sperato in un errore ma stavolta hanno azzeccato. Facciamo un salto da Massimo per alcune locandine da affiggere all'entrata dell'Arena e per i pass da consegnare al gruppo di lavoro. Nel rimetterci in macchina ci inzuppiamo d’acqua Alle 16.00 partiamo per Senise sotto una pioggia scrosciante. In macchina l’umore non è dei migliori, siamo alquanto angosciati, temiamo di non riuscire a portare a termine lo spettacolo. Continuiamo, però, perlomeno a parole, a farci coraggio l’un l’altro dicendo che tutto andrà bene. E infatti, grande sorpresa!! A Senise fa caldo e per fortuna c'è il sole; compare solo qualche nuvola e qualche goccia di pioggia nella prima mezz’ora, una benedizione probabilmente, che subito dopo scomparirà. Che fortuna! Chiara sistema gli ultimi dettagli, supportata da Maurizio, il suo compagno. Michele, il compagno di Katia, insieme ad Andrea, una sua amica olandese giornalista, ci danno una mano per alcuni lavori manuali. Insomma, siamo tutti attivi e partecipi. Il cast è presente. L'emozione anche. Gli spettatori iniziano ad arrivare, c'è anche qualche vecchia conoscenza, ma nessuno può disturbare. Tanto ci penserà Chiara a rimettere ciascuno al proprio posto! Arriva anche Giuseppe Panaino che si occuperà della registrazione video durante lo spettacolo. La Fondazione Matera Basilicata 2019, con gli operatori e alcuni volontari, è sul posto. La presenza di Paolo, il nostro project manager, e di Valentina ci rincuora. Più tardi arriveranno anche Ariane, Rossella, Serafino, Elga, Agostino, Maria Teresa, Rosa. E l’immancabile Agata, la nostra piccola mascotte, insieme a Jessica. Definiamo con Paolo e Valentina i vari ruoli degli addetti ai lavori. C'è chi dovrà stare al botteghino per controllare o emettere passaporti di Matera 2019, le maschere accompagneranno gli spettatori ai propri posti. Anche la protezione civile è stata allertata ed è presente con i suoi volontari. Sembra tutto pronto, a parte i roll-up che continuano a volare a causa del vento, così aguzziamo l'ingegno e troviamo una soluzione per fissarli al cancello di ingresso. Sono le 19.45 e dopo una breve presentazione di Gaetano per l'Associazione ArtePollino e di Paolo Mele, in rappresentanza della Fondazione Matera Basilicata 2019, lo spettacolo inizia. Larisa è la prima ad esibirsi, poi c'è Luana, Cosima, God’s, Gabriele C., Elisa con il suo pezzo "muto", senza base musicale, Marika, Vita Pia e Nicolas. Nel giro di 40 minuti la performance si esaurisce concludendosi con il pezzo "New York New York", che nel frattempo è diventato "Matera Matera", guidato da Gabriele V. La gente dagli spalti appare soddisfatta dello spettacolo, ride, e non smette di applaudire. Alla fine tantissimi complimenti per questo cast e per tutto il gruppo di lavoro e, probabilmente, anche per questo luogo che ha fatto la sua parte nello spettacolo. Raccogliamo soltanto feedback positivi. La gente si avvicina e ci chiede se ci sarà un nuovo appuntamento. E' difficile riempire un'Arena come questa, ma riunire tante persone, com’è accaduto stasera, è un ottimo risultato. Possiamo ritenerci soddisfatti. Raccogliamo i nostri effetti personali, richiudiamo per l’ultima volta l'intera struttura e ci spostiamo nell'agriturismo di Veronica, dove ci siamo dati appuntamento per la cena tutti insieme; come si fa per le cene di fine anno, come nei "gala". Veronica ci delizia con un buffet a base di torte salate, bruschette ai pomodorini, verdure fresche e un'insalatona di pasta deliziosa. Dopo la frutta di stagione, arriva a sorpresa anche una magnifica torta. E' per Rosita, che oggi compie gli anni. Katia ha pensato a questo regalo bellissimo. Brindiamo insieme e balliamo. Katia e Michele scelgono della musica bulgara. God’s ci esalta riproponendo la sua performance. Ci spostiamo nel porticato con vista sulla diga e chiacchieriamo seduti su dei comodi divanetti. Scopriamo nuove cose di ognuno dei performer. Continuiamo a chiacchierare fino all'una di notte, scattiamo alcune foto in ricordo di questa serata. Si è fatto tardi, dobbiamo salutarci. Un abbraccio a Chiara. Sarà difficile rivederla, ma chi può dirlo? Le raccomandiamo di portare i nostri saluti anche a Jérome e allo staff. Noi altri, bene o male, viviamo in regione, così ci diamo appuntamento per rivederci e magari guardare insieme il video dello spettacolo, di cui abbiamo la registrazione. Salutiamo Katia e saliamo in auto verso Latronico. Anche questo evento è andato e noi stasera siamo felicissimi. Se pensiamo a come eravamo preoccupati durante il viaggio di andata!!