Cammini d’autore – Restituzioni pubbliche, reading e mostra

Sono le 8:00. Gaetano e Luca sono già in viaggio per Matera, nel pomeriggio inizieranno ad allestire la mostra Ritratti di Umanità. Ylenia e Rosita a Latronico, a occuparsi degli aspetti organizzativi. Gaetano racconterà successivamente della giornata di oggi e dirà del caffè mancato sulla 106 Jonica: Marco stava arrivando e loro erano in ritardo. La mattinata non poteva iniziare in modo migliore, complice l’afa e il caldo insopportabile! Marco Cazzato, noto illustratore che vanta collaborazioni con La Stampa, Einaudi, Il Sole 24Ore, Slow Food, Linus, Corriere della Sera e diversi contributi in ambito musicale e cinematografico, arriva a Matera dopo una nottata trascorsa in una cuccetta dell’Intercity Notte. È stanco, ha dormito poco, e chiede di andare a riposare un po’ prima del pranzo che oggi sarà a base di fave e cicorie. Nel pomeriggio al Casale arriva anche Pier, poi tutti a lavoro presso per montare la mostra e iniziare a sistemare i pannelli. L’ansia di Marco, per il grande evento a Matera di lunedì prossimo, è palpabile; tra l’altro il corniciaio, che deve consegnare le trenta tavole, non risponde al cellulare. Finalmente le tavole arrivano e sono bellissime. Solo vedendole è possibile rendersi conto del grande lavoro fatto da Marco insieme a tutto il gruppo. Pier lavora silenziosamente, è bravo, paziente, rispettoso del lavoro altrui. Pur essendo il gruppo diviso, tra Matera e Latronico, si rimane connessi fino a tardi e si lavora tutti per lo stesso obiettivo: garantire il corretto andamento degli eventi che si svolgeranno nei prossimi giorni. In un attimo cala la sera e il grosso è fatto; così, ormai stanchi, si va a cena da Donatella. Una tavola bene imbandita rinfranca dalle fatiche e dal caldo.

Sistemati gli ultimi dettagli per la mostra, si avvia una campagna promozionale sul campo: Marco e Francesca del Circolo dei lettori di Torino, che da ieri è tornata a trovarci, sono in strada a distribuire volantini per informare la gente del posto, e i tantissimi turisti, sull’evento. Il pranzo oggi prevede una fresca insalatina e grasse risate per tutto il primo pomeriggio. Fuori fa veramente caldo mentre Francesca racconta delle sue piante, lasciate a Torino, e dell’oneroso compito di annaffiarle affidato ai suoi vicini. Nell’attesa che arrivi a Matera Elvira Dones, Marco e Francesca decidono di visitare il museo della Civiltà Contadina; Gaetano e Luca restano ad ammirare i colori e le ricostruzioni dei Sassi. Elvira arriva da Bari verso le 18.00 e poi subito, di nuovo, in partenza per Latronico. Solita cena da Francesca e Valerio e una sosta in piazza. Gli ospiti sono a pezzi e si va a letto presto dopo aver scambiato due chiacchiere.

Al mattino Gaetano, ritirato il furgone che ci servirà per gli spostamenti in gruppo, parte per San Severino Lucano per l’ultimo sopralluogo al Palafrido in vista della narrazione a due voci prevista per domani. Il resto del gruppo si ritrova al MULA+. La mattinata trascorre piacevolmente tra chiacchierate e un momento di coordinamento sulla scaletta per il pomeriggio. Sono le 17:30 ed è tutto pronto per l’incontro pubblico + reading. Da Potenza sono arrivati Annalisa ed Enrico, lei è la responsabile della comunicazione social per il progetto Ka art, lui un mago delle nuove tecnologie che sta curando il nostro sito e quelle meravigliose animazioni che stanno suscitando l’ammirazione di tutti. Siamo felici di avere tanti amici e collaboratori intorno a noi in questo momento così importante. Abbiamo sistemato alcune balle di fieno, che serviranno come sedute, in fondo alle scalinate dell’Earth Cinema, l’opera d’arte di Anish Kapoor, dove stasera ci ritroveremo con il pubblico per restituire alle comunità del Pollino il lavoro fatto con Elvira e Marco e ascoltare, dalla voce di Eva Immediato, alcuni brani tratti dai racconti di Elvira Dones. Perché dal Pollino, e da chi lo abita, siamo partiti a ottobre e qui vogliamo iniziare a raccontare il nostro viaggio. Earth Cinema è un taglio nella terra lungo 40 e profondo 7 metri che consente di entrare nel grembo della grande madre. È un luogo simbolo per noi di ArtePollino. Ci piace pensarlo come il ventre dove la nostra associazione è stata concepita e partorita undici anni fa, quel grembo da dove siamo venuti fuori per intraprendere il cammino che ci ha portati fino a Matera 2019. Vogliamo ricordarlo e raccontarlo ancora una volta questa sera, anche per questo siamo qui. Le storie raccolte e scritte da Elvira sono storie di donne, vite a volte difficili che, inevitabilmente hanno richiamato alla sua memoria particolari della sua vita. Sono le storie di Flora, Maria e delle signorine Grezzi. “Riuscire a trovare la luce nel buio, liberando qualcosa di buono da esso” questo è stato il suo scopo. Come darle torto? D’altronde “le cose allegre le vedono tutti!”. La Dones è una scrittrice, reporter e sceneggiatrice di origine albanese, la cui premura nello scrivere di queste donne è stata quella di non apparire una giornalista, ma di raccontare del loro vissuto con estrema sensibilità, senza badare all’intrattenimento. Lei, figlia del dolore, figlia di quell’Albania dominata da un regime dittatoriale, si è immedesimata in quelle vite, riconoscendo se stessa, sempre. Eva legge per tutti noi, l’emozione tra il pubblico, numeroso e attento, si sente, si potrebbe quasi toccare. In mezzo a noi lucani, un gruppo di circa trenta torinesi, venuti appositamente per questi nostri eventi grazie al Circolo dei lettori che ha organizzato il viaggio, segue con grande attenzione e ammirazione. Tra loro, con piacere, ritroviamo Elena Notarangelo. Nascosta in mezzo a pubblico c’è Flora che, insieme a Pina e Mimma, è venuta da San Costantino Albanese per essere qui stasera, per venire a salutare Elvira e ad ascoltare la sua storia, quella che, in una serata piovosa dello scorso ottobre, mise, con grande generosità, nelle mani di questa scrittrice che ha le sue stesse origini, insieme a una tazza di tè albanese. Poi arriva il turno di Marco Cazzato che presenta la mostra, visitabile dal 1° luglio a Matera, in cui ha raccontato minuziosamente su tela i dettagli, balzatigli agli occhi, del nostro territorio e gli incontri fatti qui. Terminiamo e ci lasciamo alle spalle il parco delle Terme Lucane per andare a cena insieme ad Antonio Pascale e Amedeo Balbi, protagonisti del cammino che faremo domani, che nel frattempo sono arrivati a Latronico. Cosa ci lascia questo incontro? Un grande insegnamento che è quello di dare spazio all’altro. Di aprirsi a chi arriva, di non chiudersi mai.

Arriviamo a Piano Ruggio, a circa 1.500 metri slm, verso le 10.15. Distese di verde e cavalli liberi al pascolo in ogni angolo. La giornata è stupenda e quassù non fa nemmeno esageratamente caldo. Troviamo lì, ad attenderci, alcune persone che parteciperanno all’ultimo cammino d’autore insieme ad Antonio Pascale e Amedeo Balbi. Aspettiamo che si formi il gruppo e poi partiamo. I nostri due autori, forse intimiditi da tanta bellezza, decidono di rinviare la loro presentazione al pomeriggio, quando arriveremo al Palafrido, e per il momento restano in silenzio ad ascoltare la nostra guida “patentata”, Gaetano, che ci parla di faggi secolari, dello stradone che veniva utilizzato per portare gli alberi alle segherie, degli antichi riti arborei e di tanto altro. Dopo una bella passeggiata, arriviamo al Belvedere del Malvento. Da qui possiamo scorgere cime e piccoli borghi che si incontrano all’interno di una natura sconfinata. Dritti davanti a noi alcuni esemplari di pini loricati. Volgendo lo sguardo in basso si vede l’autostrada, la SA-RC. Mentre osserviamo quel paesaggio che si apre e si offre generosamente ai nostri occhi, ci raggiungono Paolo ed Elga che lavorano per la Fondazione Matera Basilicata 2019; insieme a loro i rispettivi compagni e soprattutto lei, la piccolissima Agata, con i piedini al vento, per la prima volta in escursione. Per un po’ Agata attira l’attenzione di tutti noi, distogliendoci dal panorama. La pausa pranzo al Mulino Iannarelli ci ristora: in giardino, su una lunga tavolata, verdure e sfizi di ogni genere, ma a dominare è sempre lui, sua maestà il peperone! Chi detestava questo alimento, qui ha imparato addirittura ad amarlo, ad esempio Antonio, il ragazzo di Agnese, la nostra social media manager, che stasera non potrà esimersi dal cucinarglieli! Alle 17.00 siamo tutti al Palafrido, dove veniamo accolti dal sindaco Franco Fiore, da una parte dell’amministrazione e dagli addetti alla struttura. Assistiamo al racconto dell’astrofisico Amedeo Balbi e di Antonio Pascale giornalista, scrittore e blogger. L’immagine propostaci è quella di un gruppo di persone che scrutano le stelle e pensano, si pongono domande. Tempo/Caos i due temi a confronto. Il bilancio finale è questo: ciò che avviene sulla Terra è legato all’Universo, siamo inevitabilmente figli delle stelle, composti dalla loro sostanza. Ancora una volta non c’è isolamento ma connessione e Ka art ce lo ricorda.

Alle 13:00 si parte. L’inaugurazione della mostra è prevista per le 18:00 ma temiamo di trovare traffico e di restarvi imbottigliati, così ci avviamo con grande anticipo: domani a Matera, come ogni 2 luglio, si festeggerà la Madonna della Bruna e quest’anno si prevede una grande partecipazione e una presenza turistica massiccia fin dalla vigilia. Arrivati, lasciamo Elvira e Francesca in albergo, noi altri ci avviamo verso il Casale dove ci aspetta Marco. Curiamo gli ultimi dettagli: la disposizione di tavoli e sedie, del materiale informativo, ecc. Poi iniziamo. Dopo i saluti di Paolo Mele che qui oggi rappresenta la Fondazione Matera Basilicata 2019, e dopo l’introduzione di Rosita sul progetto Ka art, Marco ed Elvira intervengono per raccontare ancora una volta l’esperienza. In anticipo avevamo già deciso di non tirarla a lungo con le chiacchiere e di dare spazio alle illustrazioni, di lasciare le persone libere di girarci in mezzo. Così, cin cin e via, si parte! I visitatori si muovono nelle stanze e restano meravigliati di fronte a tanta bellezza. Nel gruppo intravediamo Flora e Pina: i 130 km che separano San Costantino Albanese da Matera non le hanno fermate e sono qui con noi, ancora una volta, a condividere questo momento. Flora è visibilmente emozionata. Marco ha saputo cogliere lo spirito dei luoghi, i dettagli soprattutto, quelli che, a volte, sfuggono a un occhio distratto. È stato faticoso arrivare fin qui ma questa mostra ci piace molto, ci gratifica. Il lavoro che c’è dietro a partire dal viaggio, dagli incontri, poi i mesi di studio e riflessione, fino alla ricerca delle cornici adatte, tutto insieme restituisce un lavoro di grande qualità. Siamo orgogliosi e grati a nostri due artisti, al Circolo che ce li ha suggeriti. Marco descrive, dipinto per dipinto, le venticinque tavole che sono affiancate dai cinque stralci dei racconti di Elvira. Restiamo a chiacchierare fino a tardi. Stiamo quasi per chiudere ma non possiamo farlo, sta per raggiungerci Maria. Anche lei, come Flora, protagonista di questa mostra, è partita da Chiaromonte per essere qui. Le tavole in cui Marco ha illustrato i particolari della grotta dove Maria stagiona i suoi formaggi sono tra le più belle. Finiamo in bellezza, con una foto di gruppo nel cortile e un ultimo brindisi. Pensavamo di rientrare presto stasera, domani si ricomincia di buonora, ma le parole e l’espressione di Marco ci fanno cambiare idea: dopo tanto lavoro non possiamo non cenare insieme l’ultima volta! Ha ragione. Così ci trasferiamo tutti da Donatella e ci auguriamo reciprocamente buona vita tra focaccia, verdure, brasciole (che in Basilicata non sono le braciole ma alcuni turisti ancora non lo sanno, si meravigliano e protestano con i camerieri…quando impareremo a viaggiare!?!?) e un geco che sembra volersi lanciare sulla nostra tavola e che, invece, resterà ben saldo sulla parete per tutta la durata della cena. Dopo aver mangiato, saliamo verso piazza Vittorio Veneto che stasera è gremita di gente ferma ad ammirare le luminarie che danno spettacolo. Restiamo per un po’ anche noi col naso all’insù e la bocca aperta a guardare, poi ci salutiamo e ci abbracciamo proprio lì in mezzo alla folla. I nostri ospiti domani mattina prenderanno la navetta per Bari e poi l’aereo per tornare a casa. Noi, invece, riprendiamo il furgoncino al parcheggio per affrontare le quasi due ore di viaggio. Per strada chiacchieriamo, scherziamo, contribuiamo tutti a tenere sveglio Gaetano alla guida. Chi si lascia andare e chiude gli occhi (Luca) viene immediatamente e scherzosamente ripreso. Siamo apparentemente più rilassati ma sappiamo che ci aspetta un mese saturo di impegni; le cose a cui badare sono davvero tante ma noi ce la metteremo tutta per vivere e far vivere grandi nuove esperienze ai nostri luoghi, portando, magari, una ventata d’aria fresca in un’estate torrida e rovente come questa.