Del tempo fossile – inaugurazione mostra

Nei giorni scorsi abbiamo avuto un confronto animato via mail con Katia, questioni di lavoro ovviamente, normali confronti/scontri nell’ambito di un rapporto che va avanti da due anni tra una balcanica e dei meridionali (come dice, scherzosamente, lei); così quando ci vediamo a Latronico, appena dopo il suo arrivo, il clima è un po’ più teso rispetto al solito, almeno per i primi dieci minuti. Poi usciamo e la tensione si scioglie all’aria aperta, si allenta camminando e parlando. E’ già buio alle 19.30, siamo ai principi di ottobre, e l’aria in questo periodo, qui da noi, è già frizzante. E questo aiuta. Tra una parola e l’altra superiamo le ultime case del paese e ci ritroviamo a camminare quasi al buio. Rientriamo al centro per l’ora di cena. A tavola ritroviamo definitivamente l’umore di sempre e siamo pronti per la battuta finale di Ka art.

Passiamo a prendere Katia al B&B. Una sosta al bar per il caffè e poi subito a lavoro. Vogliamo che sia tutto pronto, domani sera, quando arriveranno gli artisti e Claudia, la tutor della residenza, o visiting professor com’è più corretto dire. Il MULA+ è pronto ad accogliere la mostra Del tempo fossile, l’ultima delle tante azioni che insieme sono andate a comporre la cartografia corale di Ka art. Un percorso lungo un anno: dieci appuntamenti, sette luoghi toccati tra il Pollino e Matera, sedici artisti e venti danzatori, tantissime persone coinvolte. Anche per questa mostra, nei giorni precedenti, è stato fatto un grande lavoro. Già a luglio, quando ci eravamo riuniti con Luca e Katia, avevamo stabilito dove ciascuna della cinque opere avrebbe trovato posto. Nei mesi successivi, una alla volta, le opere sono state spedite e sono arrivate a noi. Ma all’atto pratico c’è sempre qualcosa da rivedere. Ci confrontiamo e dopo un po’ possiamo avviare l’allestimento. Nei giorni scorsi Luca è stato impegnato a seguire il lavoro di Santino, fabbro di rara maestria, che ha realizzato cinque supporti in acciaio per l’opera di Bora e oggi possiamo pitturarli di bianco (così ha deciso ieri l’artista, noi li avremmo lasciati neri). Il gruppo di lavoro si divide velocemente: chi si occupa di prendere misure, chi delle foto, chi di reperire delle clip, chi di fissare i tasselli al muro, chi del video, chi di pitturare e chi delle didascalie. La mattinata e il pomeriggio vanno via così. A sera facciamo una valutazione: il lavoro ormai è a buon punto, si tratta di definire alcuni dettagli. Domani saremo pronti.

È il compleanno di Gaetano e, per il secondo anno consecutivo, in questa data, ci ritroviamo a lavorare per Ka art. Esattamente un anno fa eravamo insieme a Elvira Dones, Marco Cazzato, Elena Notarangelo e Anastasia Frandino, impegnati nel cammino d’autore Ritratti di Umanità. Non possiamo non ricordarci anche di loro in questo giorno e del tempo trascorso insieme. Anche per Katia, questa mattina, uno dei primi pensieri è stato il compleanno di Gaetano. Appena uscita dal B&B si è recata nel bar chalet, all’ingresso del paese e lì, con il suo fascino ammaliante, è riuscita a coinvolgere tutti gli avventori nella scelta del regalo. Purtroppo abbiamo qualcosa di impellente nel nostro programma giornaliero e rinviamo il festeggiamento a questa sera, quando saremo tutti insieme. La prima ad arrivare, nel pomeriggio, è Silva, con nostra grande sorpresa: l’aereo è arrivato a Napoli in anticipo e lei è riuscita a prendere l’autobus che partiva alle 14.00. A seguire Bora e Pleurad e, infine, Claudia. Camilla e Cosimo, purtroppo, questa volta non saranno con noi. Mancherà anche Francesco che, insieme a Claudia, ha seguito la residenza e i lavori. Sono passati pochi minuti da quando è entrata nel museo e l’occhio di Bora è già caduto sulle rifiniture della pitturazione dei supporti in acciaio. Per qualche minuto Bora valuta la possibilità di restare chiusa al museo questa sera, invece di venire con noi a cena, per dare una seconda mano. Poi gli sfottò di tutti la convincono a rimandare a domani mattina. Ma da quel momento il refrain della serata sarà quello. Trascorriamo almeno un’ora e mezza tra un faretto e l’altro: “alza un po’”, “abbassa”, “sposta leggermente a destra”, “quello a luce calda più a sinistra”, “mhmm troppe ombre”, “peccato, questo pavimento non è il massimo” ecc. Tutti con lo sguardo all’insù, poi in giù, la testa inclinata da un lato e poi dall’altro, la mano a reggere il mento, mentre Gaetano e Luca salgono e scendono da una scala in base alle indicazioni che vengono dal basso. E’ lo stimolo della fame a decretare lo scioglimento dei lavori. Mezz’ora e ci ritroviamo da Emidio, in una sala strapiena di gente, seduti in mezzo a centinaia (sic!) persone che hanno deciso di trascorrere il sabato sera al ristorante guardando la partita: stasera se la giocano Genoa e Milan. Mangiamo e chiacchieriamo ma la stanchezza serpeggia e, soprattutto, si fa una gran fatica ad ascoltarsi con questo vocio in sottofondo. Perciò, dopo un dolce e un brindisi alla salute di Gaetano, e dopo una foto demenziale per sentirci più leggeri, si va a letto.

Bora sarebbe arrivata puntuale al museo, come da accordi, ma stamattina Luca, che doveva andare a prenderla, e che di solito arriva in orario, ha pensato di lasciarla in febbrile attesa ancora per un po’ e si è presentato in leggero ritardo. Ma appena arrivati, neppure il tempo di un caffè, e già sono all’opera, sul terrazzo del museo, per la seconda mano di pitturazione. Il risultato, alla fine, sarà molto gradevole. Di lì a poco ci raggiunge anche il resto del gruppo per gli ultimi ritocchi, qualche foto, la regolazione finale del video. Dovrebbe essere tutto a posto. Manca solo la piantina del museo, con l’indicazione della posizione esatta delle opere, da stampare e consegnare ai visitatori, ma a questo penserà Luca tra un po’. Oggi, per pranzo, siamo da Daniela. L’abbondante antipasto basterebbe ma la golosità spinge ad andare un po’ oltre: arriviamo fino all’assaggio di pasta, che assaggio non è, e poi direttamente al caffè. Ci lasciamo per un’oretta circa, il tempo di riassestarci. Alle 18.00, puntuali, arrivano i primi visitatori e il piacere è grande nel vedere, insieme agli altri, proprio lui, Quirino. E subito dopo Essa e Mustapha. Due delle opere esposte parlano di loro. Nei giorni precedenti li avevamo sentiti e invitati, in virtù dell’affetto e della stima che ci lega a queste persone, ma non eravamo sicuri della loro presenza, e invece eccoli qui. E pian piano vediamo arrivare tante persone che seguono con costanza le attività dell’associazione; non solo persone di Latronico, ma anche di Lauria, Francavilla sul Sinni, Cersosimo, Viggianello, San Costantino Albanese e molti altri paesi dell’area, oltre agli immancabili Agnese e Antonio partiti da Rionero in Vulture. Qualche parola da parte di Katia, Claudia e Rosita per illustrare agli ospiti i lavori e il senso della residenza e della mostra, poi, rievocando (ma solo nel nome) l’antica arte degli àuguri, si brinda tutti insieme affinché il buon auspicio accompagni le opere e gli artisti “Del tempo fossile”.

Quando raggiungiamo Bora, Pleurad e Silva per accompagnarli alla fermata dell’autobus, Katia e Claudia sono partite da un pezzo. A quest’ora saranno già a Napoli. Questa mattina hanno optato per la levataccia, o meglio, Katia ha optato e Claudia con fiducia l’ha seguita, pur di arrivare a Rivoli questa sera, alle 18.00, e trovarsi lì in tempo per l’inaugurazione di una mostra alla quale tenevano molto. Accompagniamo i “ragazzi” e ci salutiamo con molto affetto. Non sappiamo se le nostre strade si incroceranno ancora, ma, fin qui, incontrarsi è stato bello.