Mama Miti

Descrizione: Wangari Maathai, ambientalista, attivista e biologa keniota, prima donna africana ad aver ricevuto nel 2004 il Premio Nobel per la Pace per “il suo contributo alle cause dello sviluppo sostenibile, della democrazia e della pace”, è stata la figura portante del progetto “Mama Miti. La madre degli alberi”. Il suo attivismo ambientale e sociale, la sua stessa vita, sono un invito ad attivarsi come cittadini, a sentire la responsabilità e il dovere di contribuire al cambiamento, a non lasciarsi andare al senso di impotenza. Nata in Kenya nel 1940 e morta il 25 settembre 2011, durante la sua vita ha maturato e portato avanti una visione olistica secondo la quale salvaguardia dell’ambiente, sostenibilità, diritti, giustizia sociale, lavoro, democrazia, pace, rappresentano elementi interconnessi di un sistema da considerare, e sul quale intervenire, complessivamente. Il suo forte impegno pragmatico l’ha portata a piantare milioni di alberi in gran parte dell’Africa, a distribuire piante, ad aiutare 900.000 donne, a creare un movimento ecologista che ha ridato alle persone il potere di cambiare le cose. Per tutte queste ragioni, nel 2004, è stata insignita del Nobel per la Pace.

Anno: 2012

Luogo: Episcopia, San Severino Lucano, Senise

Tramite il progetto Mama Miti, che ha visto lavorare in rete quattro Centri di Educazione Ambientale per la Sostenibilità, tutti accreditati al Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata, Ceas Il Cielo di Indra, Ceas La luna al guinzaglio, Ceas Pollino Basilicata e Ceas Lago Montecotugno, abbiamo voluto raccontare ai giovani, alle famiglie, alle comunità la sua storia, che rappresenta un modello e una speranza: ridare stima e consapevolezza di sé alla comunità, e da questa storia prendere lo spunto per imparare a guardare con altri occhi il ricchissimo patrimonio boschivo. La sua vita esorta ad attivarsi come cittadini, a sentire la responsabilità e il dovere di contribuire per il cambiamento, a non lasciarsi andare alla rassegnazione, all’inerzia e al senso di impotenza.
Il progetto è stato finanziato dalla Regione Basilicata Dipartimento Ambiente e, in parte, dall’Ente Parco Nazionale del Pollino.
Narrazione teatrale per raccontare la vita di Wangari Maathai; ricerca sul campo ed esplorazione del bosco; laboratori di narrazione all’aperto; conversazioni, discussioni, confronto; giochi cooperativi, di ruolo e simulazione; attività artistico – espressive per la realizzazione delle “carte da favola” da usare durante i giochi di narrazione; scrittura collettiva; lavoro di gruppo; utilizzo delle tecnologie e degli strumenti informatici per la realizzazione del blog sul quale ogni gruppo classe ha potuto inserire materiale relativo al progetto; materiale divulgativo; incontri di socializzazione e condivisione dei risultati con la scuola, le famiglie, le istituzioni, le associazioni attraverso un dialogo tra i diversi attori. Sono stati questi gli strumenti utilizzati dai quattro CEAS per la realizzazione del progetto. Dopo l’inaugurazione, sono stati attivati i laboratori per la costruzione delle “carte da favola” attraverso il riciclo di materiali; è stato avviato il lavoro per lo spettacolo teatrale sulla vita di Wangari Maathai che è stato presentato a conclusione dei lavori; sono state organizzate delle uscite sul territorio e dei laboratori di narrazione. Nel frattempo è stato realizzato il blog dove sono state trasferite le storie inventate dai ragazzi e il materiale relativo al progetto.
La metodologia partecipativa, dinamica, basata sul laboratorio ha permesso agli alunni delle scuole secondarie di primo grado di fare esperienza, di esprimersi, di partecipare attivamente: grazie al confronto, alla condivisione e allo scambio di idee, ognuno ha partecipato all’intero percorso, non ha svolto un lavoro isolato ma strettamente connesso a quello degli altri. Quello dell’interconnessione è un principio importante nell’operato di Wangari Maathai e lo è stato anche nel lavoro del gruppo: tutte le azioni del progetto, infatti, legate fra loro hanno coinvolto le parti che, insieme, hanno costruito un percorso che ha abbracciato tre aspetti: l’educazione, l’animazione territoriale e la comunicazione.

Concorso “Come gli alberi di Mama Miti”
In seno al Progetto Mama Miti. La madre degli alberi le classi coinvolte sono state invitate a partecipare al concorso “Come gli alberi di Mama Miti”. Il concorso consisteva nella scrittura di racconti inediti che avessero come tematica gli alberi e la tutela del patrimonio naturale, coerentemente con i principi e contenuti esposti nel progetto. Gli alunni delle classi coinvolte nel progetto Mama Miti hanno partecipato al concorso con un doppio prodotto:
– collettivo, una storia scritta dalla classe sul tema “tutela del patrimonio naturale e suoi principi”;
– individuale, un racconto ideato esclusivamente da singolo alunno sul tema “l’albero”.

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